dalla Redazione di Liquida
I grammar fail delle Twitstar sono fatti apposta?
Fa discutere in Rete il caso di un tweet sgrammaticato di Roberto Saviano e dalle pagine del Corriere della Sera Beppe Severgnini controbatte: "È la prova che Saviano, i tweet, se li scrive da solo"
© Brendan Smialowski/Getty Images News
Approfondisci: Corsera: Gli errori su Twitter fanno parte del gioco
Qualche giorno fa, sul profilo Twitter di Roberto Saviano è comparso un tweet che ha ha suscitato mormorii da parte di tutta la Rete non tanto per l'informazione contenuta in quei 140 caratteri, ma per la presenza di un vistoso errore di grammatica: un "qual'è" con un'apostrofo di troppo.
Gli utenti hanno fatto notare allo scrittore il refuso, che ha corretto ma poi ci ha scherzato su:
"Ho deciso continuerò a scrivere qual’è con l’apostrofo come #Pirandello e #Landolfi. r."
Qualcuno, tuttavia, prende lo svarione grammaticale come un segno di spontaneità oltre che, in ogni caso, come la riprova che Saviano gestisce di persona il proprio account Twitter, senza farsi aiutare da un ufficio stampa come avviene per molte Twitstar. E così dalle pagine del Corriere della Sera, Beppe Severgnini difende Saviano e afferma:
"Tutti sbagliamo, e su Twitter non esistono correttori automatici (per fortuna). Non solo: quell'apostrofo è la prova che RS, i tweet, se li scrive da solo. E quando non è così, vengono firmati staff. Un compromesso accettabile, anche se Twitter dovrebbe restare il luogo del confronto diretto. Senza filtro, come le vecchie sigarette: e non fa male"
Dalla prima pagina de Il Giornale arriva la replica a Severgnini, in un articolo firmato da Alessandro Gnocchi:
"Se lo stesso errore di grammatica lo avrebbe fatto un giornalista, il direttore lo licenziava dopo averlo sgridato forte. Se invece lo avrebbe fatto uno studente in un tema, la professoressa ci dava cinque dopo averlo sgridato forte. Invece l’errore l’ha fatto lo scrittore Roberto Saviano, e la sua immagine, secondo illustri commentatori quali Beppe Severgnini del Corriere della Sera, ne è uscita fortemente migliorata"
Gnocchi polemizza anche sulla linea editoriale del quotidiano di via Solferino, rispolverando l'anatema di Gian Antonio Stella contro gli strafalcioni ortografici della deputata del Pdl Michaela Biancofiore, che qualche tempo fa aveva spopolato sulle pagine del Corriere.
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