Notizia del dalla Redazione di Liquida
Jamyourself, la musica underground italiana ha il suo social
Online da febbraio 2012 con una versione beta, il sito fondato da tre ragazzi italiani ha già conquistato oltre 2.000 utenti. L'obiettivo è quello di dare visibilità alle band emergenti, connettendo tra loro fan, artisti ed etichette
Dare visibilità alle band emergenti, connettere tra loro fan, artisti ed etichette, creare una community capace di portare alla ribalta il "sottobosco musicale" italiano. L'obiettivo è ambizioso, ma i tre ragazzi italiani che hanno lanciato Jamyourself hanno voglia di far vedere quello di cui sono capaci. Il sito è online con una versione beta pubblica da febbraio 2012, e gli utenti che hanno registrato un profilo sono già più di 2.000.
Nato sulle fondamenta di un sito dedicato alla promozione gratuita della musica underground, il progetto di Alessandro Ghilarducci (viareggino di 31 anni, supportato nella gestione da Luca Gianneschi e Jacopo Casati e da una redazione di 8 persone che si occupano dei contenuti e della gestione del portale) offre la scelta tra 4 diversi profili (artista, fan, locale ed etichetta) a seconda della tipologia di utente. In questo modo i musicisti possono promuovere la loro musica, caricando album interi o singoli brani, foto e video, date e informazioni relative a concerti e tour. Le case discografiche ed i gestori dei locali hanno invece a disposizione un bacino di artisti da vagliare per decidere su chi scommettere, i fan la possibilità di votare e commentare le novità, restituendo ai musicisti preziosi feedback. Un luogo di incontro virtuale che segue in qualche modo le orme di MySpace, che per qualche tempo ha svolto una funzione molto simile, puntando però troppo poco sulle componenti sociali e relazionali.
Come hanno spiegato i responsabili a Linkiesta, per adesso il progetto di Ghilarducci e compagni si regge esclusivamente sulle proprie gambe grazie a quanto raccolto con la pubblicità nel corso del 2011. Ma l'idea è quella di andare alla ricerca di investitori che credano nelle potenzialità dell'iniziativa, magari provando anche a sbarcare su mercati molto vivaci come quello russo, quello spagnolo e quello sudamericano.